"Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti". (Martin Luther King JR)
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domenica 24 novembre 2013

Le bioenergie sono davvero a zero emissioni di CO2? ( L'agenzia Europea su combustione di biomasse ed effetto serra)



Il comitato scientifico dell'European Environment Agency (EEA) ha pubblicato un documento destinato a riconsiderare l'analisi dell'IPCC e ad accendere il dibattito sui conclamati benefici della bioenergia nelle strategie di lotta all'effetto serra e sui conflitti tra bioenegia e sicurezza alimentare, uso sostenibile del territorio, corretta gestione delle risorse idriche e forestali, qualità dell'aria.

Il parere dell'EEA punta il dito contro il presupposto — accettato anche dalla Direttiva UE 2009/28/EC sulle energie rinnovabili — per cui la combustione della biomassa è carbon neutral, in assoluto. Secondo il comitato scientifico dell'EEA la combustione della biomassa, quando il suo prelievo è accompagnato da una riduzione dello stock di carbonio nella biomassa e nel suolo, o quando con il prelievo si compromette il potenziale di un ecosistema di agire come carbon sink (bilancio netto positivo tra carbonio assorbito ed emesso), produce accumulo di carbonio atmosferico. Esattamente come il petrolio, il carbone e il gas naturale.

Nel caso di una superficie forestale matura che viene deforestata per una piantagione a fini energetici si verifica non solo la rimozione dello stock forestale (e il conseguente rilascio in atmosfera di gas-serra), ma anche l'interruzione della possibilità per quella foresta di aumentare il carbon stock (ossia la quantità totale di carbonio immagazzinata nella biomassa viva e morta e nel suolo) e generare ulteriore prelievo di carbonio dall'atmosfera almeno per un certo numero di anni.
In sostanza, secondo il comitato scientifico dell'EEA, la decisione di usare superfici agricole o forestali per bioenergia va a spese d'una minore quantità di carbonio immagazzinato nelle piante e nel suolo.
Il comitato scientifico dell'EEA invita l'UE a rivedere i regolamenti UE e i suoi target energetici e a favorire l'uso della bioenergia da biomassa solo se essa è realmente supplementare (o addizionale) rispetto
a quella esistente.

Il cambiamento d'uso del suolo verso una coltivazione-energia può avere impatti negativi su sicurezza alimentare, biodiversità, qualità del suolo, paesaggio, disponibilità e qualità dell’acqua, inquinamento di
fiumi e laghi, emissione di sostanze tossiche.

martedì 9 aprile 2013

Legambiente premia la centrale a biomassa di Borgotaro


Dove sta la virtù?

Dopo aver premiato la centrale a grasso animale di Pegognaga, a dispetto dei comitati di cittadini che si battono contro tali inceneritori e le loro emissioni nocive, Legambiente raddoppia e premia anche una centrale a cippato a Borgotaro.



La medaglia d'argento di Legambiente, per “le migliori pratiche, va a Bioenergy, all'Ausl di Parma ed alle Comunalie di Borgotaro, per la locale centrale a cippato dell'ospedale.
Nel commentare tali “migliori pratiche” l'associazione è però costretta ad ammettere che l'ospedale valtarese, per coprire il carico termico invernale, usa anche il gas metano, ma solo “nei picchi di maggiore intensità”.
In realtà il responsabile che sovraintende la centrale stessa, ha spiegato in una assemblea alla Comunità Montana di Borgotaro che per ridurre le emissioni del camino, e per aumentare il rendimento della caldaia, la grande centrale non viene spenta mai.
La caldaia infatti è mantenuta sempre accesa al 70% della sua potenza, perché le maggiori emissioni nocive si hanno proprio nella fase di accensione e spegnimento.
D'inverno integrano il calore prodotto con quello della centrale a metano che, nel progetto, avrebbe dovuto rimanere spenta.
Il cippato che usano, poi, non è quello dei normali sfalci da potatura per la pulizia dei boschi, come ampiamente propagandato, ma il cippato di legna stagionata due anni: un anno all'aperto ed un anno al coperto. Un accorgimento attuato delle comunalie per minimizzare le emissioni, che però costa molto caro: la legna stagionata due anni, infatti, viene venduta sul mercato anche a 18 euro al quintale.
Questa medaglia è senza significato alcuno, senza alcun preteso risparmio.
L'esempio di Borgotaro, bruciare cippato stagionato, non sarà certo seguito dalle altre centrali esistenti o in cantiere, che bruceranno invece cippato fresco, di legna vergine, con tutte le notevoli emissioni nocive e le abbondanti ceneri del caso.

Giuliano Serioli