Un non meglio definito "Consorzio val Cedra val d'Enza", composto da 8
allevatori che vanno da Albazzano a Miscoso, da Neviano Arduini a
Palanzano, da Ranzano a Ramiseto, richiede dal 2010
al comune di Palanzano di autorizzare un complesso energetico in
località Nacca di Vaestano.
Tale polo energetico dovrebbe essere costituito, stando ai proponenti,
da un gassificatore a biomassa della potenza di 999 Kw e da un impianto
a biogas da 999 Kw.
Il gassificatore si prevede venga alimentato con 85.000 quintali annui
di cippato di legna vergine e con una quantità non ben definita di
digestato prodotto dall'impianto a biogas adiacente. Una tale quantità
di legna corrisponde grosso modo ad 1 Km2 di boschi dei dintorni da
tagliare ogni anno.
L'impianto a biogas, adiacente il gassificatore e con la stessa rete
idrica di smaltimento delle acque di prima pioggia, verrebbe alimentato
con 153 tonnellate giornaliere di letame e liquami di detti allevatori,
nonchè con insilato di mais, glicerolo e siero di latte.
Le emissioni previste per il gassificatore sono a dir poco incredibili.
Una quantità di fumi da cogenerazione di 32.000.000 di Nmc/annui.
Di cui 36.000 tonnellate annue di CO2, 9,3 t. di monossido di carbonio,
9,3 t. di ossidi di azoto, 6,7 t. di COV ( composti organici volatili),
1,0 t. di ossidi di zolfo, 0,5 t. di polveri sottili e
1,1 kg annui di diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici(
PCCD+PCDF+IPA).
Oltre a tutto ciò bisogna,poi, considerare le ceneri e il rilascio di
grandi quantità di acqua necessaria per raffreddare il syngas e ridurlo
a temperatura utile per essere bruciato nei motori a cogenerazione.
Ovviamente a tali emissioni nocive si devono poi sommare i fumi causati
dalla cogenerazione del biogas e le ulteriori emissioni odorigene dello
stesso.
A tutto ciò si sono opposti duramente il comitato Giarola e il comitato
Vaestano, che hanno raccolto più di 1.400 firme di cittadini e che si
sono unificati da poco in associazione ambientale.
Ma il sindaco di Palanzano Maggiali,a dispetto dell'opinione dei suoi
compaesani, ha già concesso la DIA per entrambi gli impianti.
Va detto, peraltro, che quel lungo elenco di emissioni nocive sono state
considerate ammissibili dalle istituzioni preposte, sia da parte della
Ausl che da parte di Arpa.
L'associazione si è già rivolta a Provincia e Regione senza ottenere
aiuto alcuno.
Nonostante sia chiaro a tutti che i due impianti sono di fatto uno solo,
che hanno carattere solamente speculativo, che recherebbero grave danno
al patrimonio boschivo dell'area, che procurerebbero un grave
inquinamento delle acque superficiali e delle falde, nonchè alla
purezza dell'aria, nessuna istituzione sembra prendere in
considerazione la voce dei cittadini.
La zona delle due valli ha una vocazione agronomica importante. E' sede
di prosciuttifici artigianali e di caseifici dove si produce il tipico
parmigiano-reggiano di montagna.
La Food-Valley ha assoluto bisogno dell'apporto della montagna.
E' il suo serbatoio di aria buona e di acqua pura.
La montagna costituisce addirittura la possibilità della sua futura
espansione nel sempre maggior rispetto della produzione biologica.
"L'associazione Giarola-Vaestano per il territorio" chiede il sostegno
del comitato ambientale di Felino contro la centrale a biogas, nonchè
quello del consorzio del Parmigiano-reggiano e del Consorzio del
prosciutto di Langhirano, affinchè sia dichiarata la moratoria delle DIA
del sindaco Maggiali e sia disposta una valutazione ambientale
strategica (VAS) da parte della Provincia per valutare tutte le
considerazioni della cittadinanza finora inascoltate.
Serioli Giuliano
"Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti". (Martin Luther King JR)
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domenica 17 giugno 2012
lunedì 23 aprile 2012
Biomasse a Palanzano: una tresca tra sindaci?
Il comitato contro le biomasse di Palanzano ha contatto Rete Ambiente Parma cercando solidarietà.
Tutti devono sapere dell’ulteriore scempio che stanno per fare alla montagna: boschi tagliati e trasformati in cippato e un costante via e vai di letame per le strade delle valli (300 tonnellate al giorno). Il comitato ha denunciato da tempo a Provincia e Regione l’iter delle autorizzazioni comunali, ma pare che, oltre a generici attestati di solidarietà, le istituzioni non possano vietare ciò che proprio le loro normative autorizzano. Si teme che quanto prima il sindaco Maggiali conceda la Dia anche per l’impianto a biogas a Nacca di Vaestano. (la Dia per l’impianto che brucerebbe cippato di legna e resti di digestato è già stata concessa dal sindaco di Palanzano il 16 gennaio scorso).
Il comitato di Palanzano è riuscito ad ottenere un fac-simile dell’atto notarile con cui 8 o 9 allevatori si sono costituiti quali richiedenti l’autorizzazione degli impianti.
Da questo atto si evince che le loro stalle spaziano come dislocazione dal crinale alla collina: praticamente mezza montagna. Alla faccia della sostenibilità e degli impianti a Km 0.
A detta del comitato metà di tali stalle sono già chiuse o stanno per fallire.
In ogni caso nessuno dei richiedenti si è mai presentato con un piano industriale che spieghi come si intenda costruire i due impianti, il cui costo è stimato grosso modo in 8 milioni di euro.
Il comitato è convinto che gli allevatori siano solo dei prestanome e che dietro ci sia l’ex sindaco di Palanzano Carlo Montali, che si era già espresso a loro favore quando era sindaco.
Sarà vero?
L’ex sindaco, una volta ottenuti i permessi, sarebbe disponibile a cedere agli effettivi speculatori tutta la partita. Illazioni o realtà?
Il comitato è altresì convinto che l’attuale sindaco Maggiali, per patti pregressi tra politici della stessa area politica, non possa rifiutare a Montali queste Dia
Questo è il fatto che viene suggerito, in attesa delle eventuali smentite: un accordo tra il sindaco attuale ed il sindaco uscente per portare a termine tutto il progetto.
Perfino Legambiente di Reggio Emilia ha espresso la sua reprimenda su questo indirizzo che va contro la sostenibilità: “Qui si sta esagerando. Due impianti, l’uno vicino all’altro ed entrambi da 999 Kw di potenza, sono solo un modo per eludere le autorizzazioni delle istituzioni preposte (Provincia e Regione). In un posto come Nacca, dove la strada è una carraia e con l’Enza lì a due passi, il rischio idrogeologico è troppo alto”.
Tutto vero, badate.
Ma non una parola Legambiente la dice sui 40.000 quintali di legna tagliata dai boschi ogni anno per alimentare la centrale a biomassa e niente neppure sul via vai di camion di letame tra Albazzano e Miscoso, tra Tizzano e Ramiseto, tra Neviano e Palanzano.
Tutto questo per Legambiente è sostenibile, visto che per loro la montagna può essere predata delle sue risorse in nome delle energie rinnovabili, diventate il nuovo mantra con cui la speculazione intasca i nostri soldi.
Gabriella Meo, consigliere regionale, ha fatto un’interrogazione sulle due centrali di Palanzano.
E’ arrivata anche a domandarsi come mai la Regione stanzi soldi per centrali a cippato quando bruciarlo è così inquinante. Non basterebbe, si chiede, che gli edifici comunali si dotassero di caldaie a pellet come già fatto dalla gente di montagna a casa propria?
E’ proprio quello che Rete Ambiente Parma va dicendo da tempo. Tutti soldi buttati che non creano lavoro e che aprono la strada ad un ulteriore disboscamento.
Ma soprattutto che aprono la strada a speculatori che vogliono mettersi in tasca i soldi delle nostre bollette, devastando la montagna e predando le sue risorse naturali.
Giuliano Serioli
Il comitato di Palanzano è riuscito ad ottenere un fac-simile dell’atto notarile con cui 8 o 9 allevatori si sono costituiti quali richiedenti l’autorizzazione degli impianti.
Da questo atto si evince che le loro stalle spaziano come dislocazione dal crinale alla collina: praticamente mezza montagna. Alla faccia della sostenibilità e degli impianti a Km 0.
A detta del comitato metà di tali stalle sono già chiuse o stanno per fallire.
In ogni caso nessuno dei richiedenti si è mai presentato con un piano industriale che spieghi come si intenda costruire i due impianti, il cui costo è stimato grosso modo in 8 milioni di euro.
Il comitato è convinto che gli allevatori siano solo dei prestanome e che dietro ci sia l’ex sindaco di Palanzano Carlo Montali, che si era già espresso a loro favore quando era sindaco.
Sarà vero?
L’ex sindaco, una volta ottenuti i permessi, sarebbe disponibile a cedere agli effettivi speculatori tutta la partita. Illazioni o realtà?
Il comitato è altresì convinto che l’attuale sindaco Maggiali, per patti pregressi tra politici della stessa area politica, non possa rifiutare a Montali queste Dia
Questo è il fatto che viene suggerito, in attesa delle eventuali smentite: un accordo tra il sindaco attuale ed il sindaco uscente per portare a termine tutto il progetto.
Perfino Legambiente di Reggio Emilia ha espresso la sua reprimenda su questo indirizzo che va contro la sostenibilità: “Qui si sta esagerando. Due impianti, l’uno vicino all’altro ed entrambi da 999 Kw di potenza, sono solo un modo per eludere le autorizzazioni delle istituzioni preposte (Provincia e Regione). In un posto come Nacca, dove la strada è una carraia e con l’Enza lì a due passi, il rischio idrogeologico è troppo alto”.
Tutto vero, badate.
Ma non una parola Legambiente la dice sui 40.000 quintali di legna tagliata dai boschi ogni anno per alimentare la centrale a biomassa e niente neppure sul via vai di camion di letame tra Albazzano e Miscoso, tra Tizzano e Ramiseto, tra Neviano e Palanzano.
Tutto questo per Legambiente è sostenibile, visto che per loro la montagna può essere predata delle sue risorse in nome delle energie rinnovabili, diventate il nuovo mantra con cui la speculazione intasca i nostri soldi.
Gabriella Meo, consigliere regionale, ha fatto un’interrogazione sulle due centrali di Palanzano.
E’ arrivata anche a domandarsi come mai la Regione stanzi soldi per centrali a cippato quando bruciarlo è così inquinante. Non basterebbe, si chiede, che gli edifici comunali si dotassero di caldaie a pellet come già fatto dalla gente di montagna a casa propria?
E’ proprio quello che Rete Ambiente Parma va dicendo da tempo. Tutti soldi buttati che non creano lavoro e che aprono la strada ad un ulteriore disboscamento.
Ma soprattutto che aprono la strada a speculatori che vogliono mettersi in tasca i soldi delle nostre bollette, devastando la montagna e predando le sue risorse naturali.
Giuliano Serioli
domenica 18 marzo 2012
Biomasse a Palanzano: una storia incredibile.
Il comune di Palanzano in data 16 gennaio 2012 ha autorizzato con una DIA la costruzione di una centrale a biomassa da 1 Mw a Nacca di Vaestano. Brucerebbe all'80% cippato di legna vergine e al 20% residui di digestato di letame che dovrebbe provenire da un biodigestore da 1 Mw, richiesto ma non ancora autorizzato. Quest'ultimo dovrebbe trattare circa 100.000 t. annue di deiezioni animali. Il tutto per fare cogenerazione, produrre energia elettrica e ricavarne gli incentivi pubblici.
Lo scandalo non è solo il carattere puramente speculativo della cosa, ma anche la tempistica molto sospetta.
La richiesta, infatti, era stata presentata da privati un anno e mezzo fa e subito era sorto un comitato di cittadini per contrastare le due centrali che aveva raccolto migliaia di firme, opponendosi sia al sito proposto, gravemente pregiudicato a livello idrogeologico, ma soprattutto a che venissero bruciati 50.000 quintali di legna dei boschi attorno, col taglio di 50 ettari all'anno.
Il comune aveva 180 giorni per eprimersi ma, vista la rabbia della gente, ha tirato in lungo per far calmare le acque dando il suo benestare due mesi fa, dopo 586 giorni.
La furbata non è servita : la gente è tornata in piazza più incazzata ancora.
Ma la cosa incredibile è un'altra.
Il comune di Palanzano nel frattempo si è dotato di una centrale a biomassa da 700 Kw per produrre teleriscaldamento e riscaldare casa protetta per gli anziani, municipio, palestra e scuola con due caldaie separate da 350 Kw ciascuna. Per alcuni mesi ha provato a bruciare cippato fresco come nella centrale di Monchio, ma di fronte allo scarso rendimento, alle forti emissioni e alla gran quantità di ceneri residue, era passato a bruciare pellet, prodotto in loco e molto meno invasivo dal punto di vista dell'inquinamento e più efficace come rendimento.
Dopo un'esperienza così fortemente negativa nella combustione di cippato fresco, come può il sindaco autorizzare un impianto a biomassa che per fare cogenerazione e produrre elettricità dovrebbe bruciare una quantità esorbitante di cippato ed inquinare un'intera vallata?
Che produrrebbe più di 2.000 quintali di ceneri ( il 5% della biomassa bruciata) ?
Ricordiamoci che il rendimento della cogenerazione elettrica da cippato è così basso (17/18% )che occorre bruciare circa 5 volte più legna di quanta ne serve per produrre solo calore.
Come può autorizzare che ogni anno vengano tagliati 40 ettari di bosco, rimaneggiando il patrimonio boschivo della vallata e di quelle adiacenti, già gravate dai tagli della speculazione sulla legna da ardere ?
Nei fatti usa due criteri opposti : a Palanzano tutte le possibili precauzioni, a Vaestano la più totale disponibilità alla pura speculazione e la più totale indifferenza per la salute di chi ci abita.
Stranamente, il comitato si è limitato a sollevare solo il grave rischio idrogeologico rivolgendosi a Provincia e Regione, senza accennare minimamente alla grande quantità dei tagli e alla nocività di emissioni e ceneri che ne deriverebbe, come aveva fatto invece a suo tempo.
Essendo a guida Pd, probabilmente è a conoscenza dei progetti di centrali a cippato che tali amministrazioni hanno in cantiere sul nostro territorio e si adegua.
Serioli Giuliano
Lo scandalo non è solo il carattere puramente speculativo della cosa, ma anche la tempistica molto sospetta.
La richiesta, infatti, era stata presentata da privati un anno e mezzo fa e subito era sorto un comitato di cittadini per contrastare le due centrali che aveva raccolto migliaia di firme, opponendosi sia al sito proposto, gravemente pregiudicato a livello idrogeologico, ma soprattutto a che venissero bruciati 50.000 quintali di legna dei boschi attorno, col taglio di 50 ettari all'anno.
Il comune aveva 180 giorni per eprimersi ma, vista la rabbia della gente, ha tirato in lungo per far calmare le acque dando il suo benestare due mesi fa, dopo 586 giorni.
La furbata non è servita : la gente è tornata in piazza più incazzata ancora.
Ma la cosa incredibile è un'altra.
Il comune di Palanzano nel frattempo si è dotato di una centrale a biomassa da 700 Kw per produrre teleriscaldamento e riscaldare casa protetta per gli anziani, municipio, palestra e scuola con due caldaie separate da 350 Kw ciascuna. Per alcuni mesi ha provato a bruciare cippato fresco come nella centrale di Monchio, ma di fronte allo scarso rendimento, alle forti emissioni e alla gran quantità di ceneri residue, era passato a bruciare pellet, prodotto in loco e molto meno invasivo dal punto di vista dell'inquinamento e più efficace come rendimento.
Dopo un'esperienza così fortemente negativa nella combustione di cippato fresco, come può il sindaco autorizzare un impianto a biomassa che per fare cogenerazione e produrre elettricità dovrebbe bruciare una quantità esorbitante di cippato ed inquinare un'intera vallata?
Che produrrebbe più di 2.000 quintali di ceneri ( il 5% della biomassa bruciata) ?
Ricordiamoci che il rendimento della cogenerazione elettrica da cippato è così basso (17/18% )che occorre bruciare circa 5 volte più legna di quanta ne serve per produrre solo calore.
Come può autorizzare che ogni anno vengano tagliati 40 ettari di bosco, rimaneggiando il patrimonio boschivo della vallata e di quelle adiacenti, già gravate dai tagli della speculazione sulla legna da ardere ?
Nei fatti usa due criteri opposti : a Palanzano tutte le possibili precauzioni, a Vaestano la più totale disponibilità alla pura speculazione e la più totale indifferenza per la salute di chi ci abita.
Stranamente, il comitato si è limitato a sollevare solo il grave rischio idrogeologico rivolgendosi a Provincia e Regione, senza accennare minimamente alla grande quantità dei tagli e alla nocività di emissioni e ceneri che ne deriverebbe, come aveva fatto invece a suo tempo.
Essendo a guida Pd, probabilmente è a conoscenza dei progetti di centrali a cippato che tali amministrazioni hanno in cantiere sul nostro territorio e si adegua.
Serioli Giuliano
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