Sabato 17 Marzo, alle 20.30 presso la sala Imbriani di Borgo Val di Taro, un convegno informativo organizzato dal comitato no cava "le Predelle".
http://17-3-2012.blogspot.com/p/locandina.html
"Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti". (Martin Luther King JR)
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mercoledì 14 marzo 2012
giovedì 14 luglio 2011
Cava le Predelle, l'amianto in Procura
Con un circostanziato esposto alla Procura della Corte dei Conti di Bologna, il comitato No Cava le Predelle di Roccamurata, Borgotaro, ha deciso di alzare il tono dello scontro sulle problematiche connesse all'escavazione della cava di ofiolite, non avendo avuto dagli enti locali le risposte a lungo attese.
Tutto ha inizio nel giugno del 2004 quando il comune di Borgotaro e la società Scavi e Strade siglano un accordo convenzione per la coltivazione della cava Le Predelle, situata tra Gorro e Roccamurata, a pochi chilometri dal capoluogo.
Dopo 5 anni di escavazione lo stesso comune concesse una proroga di un anno, per cui i lavori si sarebbero dovuti concludere nel giugno del 2010, con il ripristino e rinaturalizzazione dell'intera area.
Purtroppo passato oltre un anno l'enorme voragine è ancora lì e nessuna opera di risanamento e valorizzazione è stata messa in atto, anzi, i lavori sono proseguiti anche senza l'autorizzazione.
A nulla sono valse la molteplici raccomandate che i residenti hanno inoltrato al comune di Borgotaro, dove veniva denunciato il problema e si chiedevano gli atti relativi alla pratica di concessione.
Situazioni legate a scadenze non rispettate ma anche alle opere non portate a termine, Opere previste dalla convenzione sottoscritta dall'azienda che ha tratto lucro dall'attività estrattiva. Fatti anche preoccupanti, come ad esempio la sparizione di due strade comunali e la loro inaccessibilità, visto che sono diventate parte della cava stessa.
Gli stessi manufatti, comprendenti una pesa mobile, sono ancora presenti sul posto e la preoccupazione dei residenti è quella di un ipotetico riavvio delle opere di escavazione che visto l'enorme voragine, si ipotizza possano essere alla base degli imponenti fenomeni franosi che hanno lesionato molte abitazioni della zona.
La cava Le Predelle ha anche evidenziato un rischio sanitario, legato al particolare tipo di pietra prelevato, appunto ofiolite, che contiene fibre di amianto. Anzi la cava Le Predelle è considerata ad alto rischio proprio per il tipo particolare di ofiolite contenuta nelle pietre, la tremolite.
La situazione di Roccamurata è stata oggetto anche di una interrogazione regionale, che ha messo in evidenza lo smottamento e l'attività della cava ancora attiva nel dicembre del 2010 a cui fu fatta seguire la sanzione del comune di Borgotaro alla ditta escavatrice.
Tra gli abitanti rabbia e forte preoccupazione: per la loro salute ed anche per la tenuta statica delle loro case. Da paradiso la zona si è via via trasformata in un piccolo infermo, costellato di timore, paura, senso di abbandono.
Le abitazioni di Roccamurata presentano lesioni e forti fessurazioni, così come le strade vicine alla cava mostrano preoccupanti cedimenti, anche se naturalmente gli enti locali hanno subito negato correlazione tra l'enorme voragine della cava e i fenomeni franosi.
La situazione di Roccamurata è a dir poco esplosiva. Ora la Procura di Bologna è al corrente di tutte le situazioni, corredate di ampia documentazione e ci si aspettano a breve sviluppi importanti.
Ancora una volta sono i cittadini protagonisti dell'indignazione.
E' il comitato No Cava le Predelle che si è fatto carico di supportare la popolazione creando uno spazio virtuale sul web www.roccamurata.com , che è stato molto utile per fare informazione dove il silenzio e le bocche chiuse avevano sempre la meglio sulla protesta.
La mail del comitato: com_cava_2010@libero.it
La prima lettera del comitato del marzo scorso
http://www.youblisher.com/p/152739-Prime-Lettere-Comitato-al-Comune-Strada-e-Fabbricati/
La prima risposta del comune di Borgo Val di Taro
http://www.youblisher.com/p/152743-Prima-Risposta-Comune-a-Lettere-Comitato-Strade-Fabbricati/
La seconda lettera del comitato
http://www.youblisher.com/p/152746-Seconda-Lettera-in-Risposta-del-Comitato-al-Comune/
La seconda risposta del comune di Borgo Val di Taro
http://www.youblisher.com/p/152747-Seconda-Letteradi-risposta-del-Comune/
Parma, 14 luglio 2011
www.reteambienteparma.it
info@reteambienteparma.it
Rete Ambiente Parma
Aria Acqua Suolo Risorse Energie
Comitati Uniti per la Salvaguardia del Territorio Parmense
comitato pro valparma - circolo valbaganza - comitato ecologicamente - comitato rubbiano per la vita - comitato cave all’amianto no grazie - associazione gestione corretta rifiuti e risorse – no cava le predelle
Tutto ha inizio nel giugno del 2004 quando il comune di Borgotaro e la società Scavi e Strade siglano un accordo convenzione per la coltivazione della cava Le Predelle, situata tra Gorro e Roccamurata, a pochi chilometri dal capoluogo.
Dopo 5 anni di escavazione lo stesso comune concesse una proroga di un anno, per cui i lavori si sarebbero dovuti concludere nel giugno del 2010, con il ripristino e rinaturalizzazione dell'intera area.
Purtroppo passato oltre un anno l'enorme voragine è ancora lì e nessuna opera di risanamento e valorizzazione è stata messa in atto, anzi, i lavori sono proseguiti anche senza l'autorizzazione.
A nulla sono valse la molteplici raccomandate che i residenti hanno inoltrato al comune di Borgotaro, dove veniva denunciato il problema e si chiedevano gli atti relativi alla pratica di concessione.
Situazioni legate a scadenze non rispettate ma anche alle opere non portate a termine, Opere previste dalla convenzione sottoscritta dall'azienda che ha tratto lucro dall'attività estrattiva. Fatti anche preoccupanti, come ad esempio la sparizione di due strade comunali e la loro inaccessibilità, visto che sono diventate parte della cava stessa.
Gli stessi manufatti, comprendenti una pesa mobile, sono ancora presenti sul posto e la preoccupazione dei residenti è quella di un ipotetico riavvio delle opere di escavazione che visto l'enorme voragine, si ipotizza possano essere alla base degli imponenti fenomeni franosi che hanno lesionato molte abitazioni della zona.
La cava Le Predelle ha anche evidenziato un rischio sanitario, legato al particolare tipo di pietra prelevato, appunto ofiolite, che contiene fibre di amianto. Anzi la cava Le Predelle è considerata ad alto rischio proprio per il tipo particolare di ofiolite contenuta nelle pietre, la tremolite.
La situazione di Roccamurata è stata oggetto anche di una interrogazione regionale, che ha messo in evidenza lo smottamento e l'attività della cava ancora attiva nel dicembre del 2010 a cui fu fatta seguire la sanzione del comune di Borgotaro alla ditta escavatrice.
Tra gli abitanti rabbia e forte preoccupazione: per la loro salute ed anche per la tenuta statica delle loro case. Da paradiso la zona si è via via trasformata in un piccolo infermo, costellato di timore, paura, senso di abbandono.
Le abitazioni di Roccamurata presentano lesioni e forti fessurazioni, così come le strade vicine alla cava mostrano preoccupanti cedimenti, anche se naturalmente gli enti locali hanno subito negato correlazione tra l'enorme voragine della cava e i fenomeni franosi.
La situazione di Roccamurata è a dir poco esplosiva. Ora la Procura di Bologna è al corrente di tutte le situazioni, corredate di ampia documentazione e ci si aspettano a breve sviluppi importanti.
Ancora una volta sono i cittadini protagonisti dell'indignazione.
E' il comitato No Cava le Predelle che si è fatto carico di supportare la popolazione creando uno spazio virtuale sul web www.roccamurata.com , che è stato molto utile per fare informazione dove il silenzio e le bocche chiuse avevano sempre la meglio sulla protesta.
La prima lettera del comitato del marzo scorso
http://www.youblisher.com/p/152739-Prime-Lettere-Comitato-al-Comune-Strada-e-Fabbricati/
La prima risposta del comune di Borgo Val di Taro
http://www.youblisher.com/p/152743-Prima-Risposta-Comune-a-Lettere-Comitato-Strade-Fabbricati/
La seconda lettera del comitato
http://www.youblisher.com/p/152746-Seconda-Lettera-in-Risposta-del-Comitato-al-Comune/
La seconda risposta del comune di Borgo Val di Taro
http://www.youblisher.com/p/152747-Seconda-Letteradi-risposta-del-Comune/
Parma, 14 luglio 2011
www.reteambienteparma.it
info@reteambienteparma.it
Rete Ambiente Parma
Aria Acqua Suolo Risorse Energie
Comitati Uniti per la Salvaguardia del Territorio Parmense
comitato pro valparma - circolo valbaganza - comitato ecologicamente - comitato rubbiano per la vita - comitato cave all’amianto no grazie - associazione gestione corretta rifiuti e risorse – no cava le predelle
martedì 24 maggio 2011
Roccamurata, la cava che ruba la vita
Sabato 19 febbraio, dalle ore 17:00 presso la trattoria Pescacciatore di Roccamurata (Borgo Val Di Taro), sisvolgerà la seconda assemblea pubblica del Comitato “No Cava le Predelle”, che si batte da anni per la chiusuradella cava di ofiolite presente sul territorio della frazione della Valtaro.
Durante l'assemblea interverrà Fabio Paterniti, portavoce del comitato “Cave all'amianto No Grazie” di Bardi, con la relazione: “Amianto: le cave ofiolitiche, la morte invisibile delle nostre montagne”.
L'argomento dell'incontro riguarda una delle tante emergenze ambientali del nostro territorio. Sono ancora attive in provincia di Parma numerose cave di estrazione nella quali il minerale prelevato presenta fibre di amianto,pericolose per la salute.
La cava di Roccamurata è la più pericolosa dell’Emilia Romagna in quanto il materiale è una particolare pietraverde denominata tremolite, la fibra più dannosa della famiglia dell'absesto.
Paolo Magnani presenterà documentazione filmata e fotografica di denuncia per le inapplicate norme disicurezza nell’estrazione e nel trasporto dei carichi di fibre di amianto dalla cava di Roccamurata: farà da moderatore il giornalista Gabriele Majo, direttore di www.stadiotardini.com
Roberto Bardini invece si occuperà delle problematiche idrografiche, franose e di impatto ambientale causati dagli scavi nella montagna di Gorro.
Il dibattito sarà ovviamente aperto, valutazioni e visualizzazioni di documenti e gallerie fotografiche, svolte con accuratezza visti i preoccupanti danni alle abitazioni, saranno al centro dell'intervento di Simone Saia, con qualche ospite esperto.
Ci sarà infine una relazione sulle azioni di denuncia e legali intraprese dal Comitato No Cava le Predelle e primaancora dalla comunità dei paesi di Roccamurata e Gorro. Il relatore per il periodo di competenza sarà Valerio Piscina, presidente uscente del comitato. La relazione sarà completata con le ultimi iniziative spiegate da Andrea Palù.
Tutto il territorio è ovviamente invitato a partecipare per poter approfondire la tematica e conoscere da vicino i dettagli della situazione che sta mettendo in grossa apprensione le comunità locali, visti i rischi correlati.
Una presenza numerosa sarà importante per dare il segnale alle autorità di una sensibilità ambientale diffusa e pronta, di una popolazione informata e determinata per la difesa dei diritti alla salute ed a vivere in un ambiente sano.
Rete Ambiente Parma, il coordinamento di associazioni e comitati del parmense che si interessano della salvaguardia dell'ambiente, ha dato la proprie piena adesione alla serata, così come l'associazione GCR, che si occupa della lotta all'inceneritore di Parma.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 17 febbraio 2011
-444 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+262 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?
Durante l'assemblea interverrà Fabio Paterniti, portavoce del comitato “Cave all'amianto No Grazie” di Bardi, con la relazione: “Amianto: le cave ofiolitiche, la morte invisibile delle nostre montagne”.
L'argomento dell'incontro riguarda una delle tante emergenze ambientali del nostro territorio. Sono ancora attive in provincia di Parma numerose cave di estrazione nella quali il minerale prelevato presenta fibre di amianto,pericolose per la salute.
La cava di Roccamurata è la più pericolosa dell’Emilia Romagna in quanto il materiale è una particolare pietraverde denominata tremolite, la fibra più dannosa della famiglia dell'absesto.
Paolo Magnani presenterà documentazione filmata e fotografica di denuncia per le inapplicate norme disicurezza nell’estrazione e nel trasporto dei carichi di fibre di amianto dalla cava di Roccamurata: farà da moderatore il giornalista Gabriele Majo, direttore di www.stadiotardini.com
Roberto Bardini invece si occuperà delle problematiche idrografiche, franose e di impatto ambientale causati dagli scavi nella montagna di Gorro.
Il dibattito sarà ovviamente aperto, valutazioni e visualizzazioni di documenti e gallerie fotografiche, svolte con accuratezza visti i preoccupanti danni alle abitazioni, saranno al centro dell'intervento di Simone Saia, con qualche ospite esperto.
Ci sarà infine una relazione sulle azioni di denuncia e legali intraprese dal Comitato No Cava le Predelle e primaancora dalla comunità dei paesi di Roccamurata e Gorro. Il relatore per il periodo di competenza sarà Valerio Piscina, presidente uscente del comitato. La relazione sarà completata con le ultimi iniziative spiegate da Andrea Palù.
Tutto il territorio è ovviamente invitato a partecipare per poter approfondire la tematica e conoscere da vicino i dettagli della situazione che sta mettendo in grossa apprensione le comunità locali, visti i rischi correlati.
Una presenza numerosa sarà importante per dare il segnale alle autorità di una sensibilità ambientale diffusa e pronta, di una popolazione informata e determinata per la difesa dei diritti alla salute ed a vivere in un ambiente sano.
Rete Ambiente Parma, il coordinamento di associazioni e comitati del parmense che si interessano della salvaguardia dell'ambiente, ha dato la proprie piena adesione alla serata, così come l'associazione GCR, che si occupa della lotta all'inceneritore di Parma.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 17 febbraio 2011
-444 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+262 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?
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