"Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti". (Martin Luther King JR)
Visualizzazione post con etichetta Ugozzolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ugozzolo. Mostra tutti i post

domenica 16 giugno 2013

Per un'analisi della green economy

La green economy nel nostro paese ha avuto solo uno sviluppo speculativo.
Ha lasciato analisi e dotti discorsi ad università e ad ambientalisti accademici e si è accaparrata le energie rinnovabili.

Oggi, il loro utilizzo è in mano ad investitori grandi e piccoli ed alle mafie, i quali non si preoccupano assolutamente dei danni che possono arrecare all'ambiente ed alla salute dei cittadini.
Puntualmente, infatti, la ricerca di soluzioni innovative si è concentrata sulle tecnologie della combustione: inceneritori di rifiuti, centrali a cippato di legna, centrali ad oli vegetali, ad oli animali, pirogassificatori, quando non addirittura su biocombustibili da coltivazioni dedicate il cui effetto è di sottrarre suolo all'alimentazione umana ed animale.

La crisi economica ha fatto da moltiplicatore a tale tendenza trasformandola in dinamica strutturale.

Le amministrazioni locali, dal più piccolo comune fino a Province e Regioni, quando non del tutto escluse dal processo e ridotte a mere esecutrici del dettato governativo, ricalcano tale dinamica convogliando finanziamenti anche europei solo su tagli boschivi industriali ed impianti combustori, invece di puntare ogni euro disponibile sul risparmio energetico, vero volano del coinvolgimento diretto dei cittadini e della ripresa occupazionale nell'edilizia.

Gli incentivi pubblici, erogati dalla Cassa depositi e prestiti attraverso il GSE, vanno a premiare principalmente la cosiddetta cogenerazione fatta da tali inceneritori grandi e piccoli che producono
energia elettrica fuori mercato e che il più delle volte disperdono in aria l'energia termica, cioè tanta CO2.
Altresì, premiano centinaia di centrali a biogas alimentate non con effettivi scarti agricoli o con reflui di allevamenti animali, ma principalmente con insilati di mangimi vegetali da coltivazioni dedicate il cui effetto è sia di inquinare ulteriormente la Pianura Padana, sia di inquinare il mercato dell'affittanza agraria.
Ma non si lesinano soldi nemmeno a quei 35 parchi fotovoltaici, rigorosamente a terra, voluti dalla Provincia di Parma col suo project-financing "Fotovoltaico insieme". Soldi che, curiosamente, non finiscono nelle casse dei comuni, ma in pancia a finanziarie e a ditte costruttrici.
Un fotovoltaico che, mentre in Germania è sui tetti dei cittadini remunerandoli, nella nostra provincia occupa centinaia di ettari di suolo agricolo remunerando banche e finanziarie.

Se gli incentivi sostanzialmente premiano la speculazione, le normative le spalancano la porta accontentandosi di limiti di emissioni solo formali, cartacei e per di più autocertificati, mai realmente controllati dagli organi preposti.
Ma, soprattutto, nessuna normativa vigente prevede la coagulabilità delle emissioni in essere con lo stato dell'inquinamento già esistente, quasi che nessun ente autorizzante sapesse che l'aria della Pianura Padana è
un coacervo di inquinanti, impregnata di polveri sottili e di ossidi di azoto
.

Oggi la UE arriva a bocciare i cogeneratori a biomassa nel nostro paese dove la direttiva aria risulti violata, cioè in aree che già superano i valori limite, tipo il cogeneratore Citterio nel Comune di Felino. Le
province dell'Emilia Romagna si pronunciano per una soluzione diversa dall'incenerimento dei rifiuti, tutte tranne la Provincia di Parma, tranne Bernazzoli che deve difendere il suo accordo con Iren e
l'inceneritore di Uguzzolo.
La stessa giunta comunale di Langhirano si pronuncia contro la combustione di biomasse sul suo territorio.
Mentre nel Paes approvato dal comune di Felino è dato risalto al cogeneratore a grasso animale di Citterio, nel Paes di Sala Baganza,furbescamente, non se ne fa parola, si menzionano solo impianti a biogas e la produzione di biometano.

Evidentemente, non è vero quello che affermano amministratori sia di destra che di sinistra , che le normative vanno solo applicate.
Possono, al contrario, essere valutate e, se il caso, messe in discussione.
Gli amministratori sono eletti dai cittadini, sono i loro rappresentanti nelle istituzioni. Quando dubitano dell'efficacia di una normativa debbono sottoporla al vaglio della cittadinanza, debbono opporvisi quali
interpreti del principio di precauzione.


Nella realtà, tale ruolo di opposizione, di contrasto alla speculazione lo stanno assumendo i comitati spontanei di cittadini.
Sono ormai centinaia ed è ridicolo considerarli come conseguenza dell'effetto Nimby, del fatto che i cittadini non vogliano tali impianti solo perché vicini a casa loro.
Il loro impegno e la loro dedizione li qualifica come un nuovo movimento di lotta civile per la difesa della salute e del territorio.

Perchè il vero tema in discussione, oltre alla salute dei cittadini, è quello delle risorse naturali.

La green economy, la speculazione sulle energie rinnovabili tenderà ad appropriarsi di tutte le risorse naturali consumandole : acqua, aria, suolo e patrimonio boschivo.
Nessun limite sarà rispettato.
Dalla privatizzazione dell'acqua all'inquinamento delle falde acquifere per lo spargimento selvaggio delle deiezioni animali o dei digestati.
Dall'ulteriore inquinamento dell'aria con inceneritori tipo Citterio in zone che già superano i valori limite alla risalita dell'inquinamento su per le valli montane con l'introduzione di centrali a cippato di legna.
Dalla continua distruzione di suolo agricolo con la cementificazione in atto nei paesi della pedemontana, quegli stessi che si definiscono "comuni virtuosi", all'occupazione di centinaia di ettari di suolo agricolo da parte dei parchi fotovoltaici a terra in ogni comune della provincia.
Dal taglio boschivo selvaggio ed indiscriminato dovuto alla speculazione sulla legna da ardere al taglio industriale per la cosiddetta "pulizia dei boschi", finalizzato in realtà a costruire un mercato del cippato di legna per le centrali medesime.

E' possibile uno sviluppo alternativo delle energie rinnovabili?

Certo, a patto che non consumino risorse naturali ma le valorizzino.

Impianti a biogas di piccola taglia che utilizzino effettivi scarti agricoli, deiezioni degli allevamenti e scarti dell'agroalimentare per produrre biometano.
Impianti fotovoltaici comunali sui tetti delle case coinvolgendo i cittadini.
Impianti solari termici collegati alla ristrutturazione delle case.
Sviluppo edilizio di sola ristrutturazione dell'esistente volto principalmente al risparmio energetico.
Ristrutturazione dei borghi di montagna all'insegna del risparmio energetico per lo sviluppo di una
ricezione turistica diffusa ed accogliente.




Giuliano Serioli

venerdì 4 gennaio 2013

Vogliamo scegliere l'aria: nessuna delega alla nostra salute!

Il 9 gennaio si terrà una seduta monotematica del Consiglio comunale di Parma dedicata al costruendo inceneritore di Ugozzolo, i cui minacciosi camini crescono ogni giorno, sospinti dagli interessi economici della multiutility Iren e delle lobbies politico-economiche collegate.

Per noi è importante che quel giorno i cittadini si ritrovino a rappresentare i propri interessi e quelli del territorio in cui vivono.

Non abbiamo altro da difendere, se non l’ambiente e la salute.

Vogliamo che la politica faccia una scelta di campo ben precisa e non il solito stucchevole elenco di buoni propositi. Gli amministratori pubblici hanno il dovere, al di là di norme e regolamenti, di dirci da che parte stanno.

Noi non vogliamo un inceneritore che appesti l’ambiente e soffochi la raccolta differenziata per i prossimi 20 anni.
C'è bisogno di cambiamento. Spreco e consumismo ci hanno portato sull'orlo del baratro.

La produzione e la gestione dei rifiuti saranno il termometro di un possibile e auspicabile cambiamento. L’assurda idea di costruire un inceneritore da 130 mila tonnellate/anno nel cuore della food valley fa a pugni con la logica ed il buon senso.

Questo impianto è stato pianificato e voluto da tutti i partiti, uniti in un connubio di interessi e di poteri, fatto di speculazioni sui soldi pubblici e a danno dei cittadini che ripagheranno il debito attraverso salatissime tariffe.

E il danno verrà dopo la beffa. Respireremo gli aerosol di diossine, polveri sottili e metalli pesanti provenienti dal forno e non basterà il boschetto mangia polveri, sponsorizzato dall’ex presidente di Enia, Allodi.

Non saranno nemmeno sufficienti i super filtri declamati dal suo successore Viero, perché, come ci spiega una letteratura ormai corposa, nessun dispositivo è in grado di intercettare polveri sottili e nano polveri prodotti da questi impianti, sostanze che arrivano direttamente nei polmoni e da lì, nel sangue, producendo effetti non ancora del tutto conosciuti.

Noi vogliamo che il principio di precauzione sia adottato specie su argomenti così delicati, come la salute delle persone e la tutela dell’ambiente.

Assistiamo ogni giorno ad una politica fatta di dibattiti penosi, di accuse e repliche su argomenti inventati e di nessun interesse.

Alcune settimane fa Parma ha ospitato il ministro dell’ambiente Clini, che preferisce mantenere e difendere gli interessi privati dell’Ilva nonostante l’incremento di tumori tra i tarantini sia arrivato al 400%. Clini è stato intervistato sul tema dell’inceneritore di Parma ma a lui non interessa l’ambiente, la salute, le emissioni nocive. La sua risposta “non c’entro niente, se avete deciso di farlo sono fatti vostri” è la misura della classe politica che ci amministra.

In Consiglio si discuterà del futuro di questo territorio, capiremo se questa città intende svoltare verso un nuovo modello di sviluppo, basato sulla riduzione, il riuso, il riciclo, la ricerca.

Oppure se ancora una volta il partito trasversale avrà la meglio sul bene comune, sulla salute nostra e dei nostri figli. Non siamo più disposti ai compromessi, siamo uniti più che mai in difesa dei beni comuni, dell’aria, dell’acqua.

Con noi ci saranno alcuni produttori agricoli locali, che offriranno i loro prodotti genuini, coltivati senza pesticidi e altre porcherie.

Saranno con noi per dimostrare che un altro mondo è possibile.

E' possibile un sistema più equo, rispettoso, solidale.

La gestione dei rifiuti è un anello fondamentale di questa catena, è la cartina al tornasole del livello di civiltà di un popolo.



ASSOCIAZIONE GESTIONE CORRETTA
RIFIUTI E RISORSE DI PARMA – GCR